Banche

Gli esordi del sistema  bancario  ticinese  risalgono  alla seconda  metà  dell’Ottocento,  proprio mentre  le moderne vie di comunicazione stradali (Ponte di Melide, 1847) e ferroviarie (traforo del San Gottardo,  1882) ribadiscono  la centralità del Cantone  sull’asse nord-sud  dell’Europa. Al termine  del secondo conflitto mondiale,  quando l’Europa riorganizza  il suo assetto politico ed economico gettando  le basi di quella fase di espansione che avrà il suo epicentro negli anni sessanta,  Lugano diventa  il centro  di uno sviluppo che è stato all’origine del suo benessere  e della sua elevata qualità di vita. L’affermazione internazionale della piazza finanziaria  di Lugano,  terza  per importanza in Svizzera dopo Zurigo e Ginevra, impone  nel giro di qualche anno un profondo rinnovamento delle strutture organizzative  che si esprime anche attraverso un ambizioso  progetto  di nuove sedi e uffici, capaci di coniugare  esigenze di funzionalità  e desiderio di riconoscibilità  e rafforzamento della propria immagine. “Progettare una banca  rappresenta un tema  particolarmente interessante per l’architetto impegnato  nella ricerca di un equilibrio tra esterni che devono assolvere a esigenze di prestigio e di rappresentanza, inserendosi  nel contesto di un centro storico, e interni  che devono rispondere a precise esigenze di chi vi lavora e del pubblico che vi si reca. Atri, percorsi interni  riser- vati, uffici, spazi di ricevimento, salottini  privati  e insonorizzati, locali tecnici e quant’altro sono necessari  al normale  funzionamento di una banca,  dando  forma  alla specializzazione, all’idea e all’immagine  che ogni banca  vuole dare  di sé alla propria  clientela.  Ogni istituto tende a realizzare  un punto di incontro  capace di accogliere il cliente in un ambiente multi- funzione,  garantendo la personalizzazione dei servizi, assicurando  la necessaria  sicurezza  e richiamando l’identità e la storia del territorio. “È poi fondamentale aver ben presenti  le diverse tipologie di istituti finanziari (banca d’af- fari, commerciale, retail,  private  banking),  ciascuna  con le sue specifiche necessità  fino alla banca nazionale che reclama esigenze di sicurezza portate ai massimi livelli. L’innovazione tecnologica ha profondamente modificato l’originario modello progettuale della banca. Ciò comporterà per il futuro la necessità di un rinnovo pressoché totale delle sedi bancarie esisten- ti al fine di riqualificarle anche sotto l’aspetto architettonico-funzionale tecnologico” anche perché il modo di “fare banca” cambierà  drasticamente.

 

The beginnings  of the Ticino banking  system date back to the second half of the 1800s, just as the modern  network of roads (Melide Causeway, 1847) and railways (Gotthard Tunnel, 1882) was reinforcing the centrality  of the Canton on Europe’s north/south axis. At the end of WWII, when Europe was reorganizing  its political and economic order, laying the foundations for the expansion  that  would peak in the  1960s,  Lugano became  the  centre  of a development that gave rise to its affluence and superior  quality of life. In the space of a few years, the Lugano stock exchange grew to become the third most important exchange in Switzerland after Zurich and Geneva. This international success necessitated a profound  change in the organization’s structures, which included an ambitious  plan for new headquarters and offices that could sat- isfy practical needs as well as the institution’s desire to strengthen its image. “Designing a bank is a particularly  interesting task for an architect  committed to seeking a balance  between  the exterior,  which must  fulfil demands  of prestige and representation in the context  of a historical  centre,  and the interior,  which must satisfy the very specific needs of the workers  and public who frequent  the building.  This includes  entrance halls, employ- ee-only passages, offices, reception  rooms,  private,  soundproofed  lounges, utility spaces and all the other  spaces required  for the day-to-day  functioning  of a bank,  and which must  fur- thermore embody  the specialization,  idea and image that  each bank wants to communicate to its clientele.  Every institution tends to create a reception  area where the client is received in a multifunctional environment that  guarantees  personalized  service and  security,  while also somehow evoking the identity  and history of the region. “The architect  must always be aware of the distinct typologies of financial institutions (in- vestment banks, commercial  banks, retail banks, Private Banking), each with its own needs, all the way up to the National  Bank, which requires  the tightest  possible security.  Technolo- gical innovation has greatly modified the original design concept of a bank. This means that in the future there  must  be an almost  complete  refurbishment of existing bank buildings in order to upgrade their  architectonic/functional technological  aspect” – not least because the way of “doing banking”  will change drastically.